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Si può chiedere la RAL attuale a un candidato?

No. Dal 7 giugno 2026 l’art. 5, comma 2, del D.Lgs. 96/2026 vieta di chiedere ai candidati informazioni sulle retribuzioni percepite nei rapporti di lavoro attuali o precedenti, e vieta al datore di acquisirle in altro modo, anche indirettamente tramite chi gestisce la selezione. Si possono invece chiedere le aspettative economiche, meglio dopo aver comunicato la fascia della posizione1.

La domanda sulla RAL attuale era una delle più comuni nei colloqui italiani. Questa guida spiega che cosa cambia in pratica per recruiter, uffici del personale e agenzie. Il quadro generale del decreto è nella guida su che cosa cambia con il D.Lgs. 96/2026. Chi cerca il punto di vista del candidato lo trova sul blog Epimoni per i candidati.

Che cosa vieta la norma

L’art. 5, comma 2, contiene due divieti1:

  • chiedere ai candidati informazioni sulle retribuzioni percepite negli attuali o nei precedenti rapporti di lavoro;
  • acquisire quelle informazioni in altro modo, anche indirettamente, tramite i soggetti a cui il datore affida la selezione o l’assunzione.

Il divieto copre quindi la RAL, il netto in busta, i premi e i benefit ricevuti, e anche i documenti che li rivelano: busta paga, Certificazione Unica, lettera di assunzione del datore precedente. Per «retribuzione» il decreto intende il salario di base e tutte le somme e i valori versati dal datore, anche in natura, comprese le componenti variabili (art. 3)2.

Che cosa si può chiedere

Il divieto riguarda la retribuzione percepita, non quella desiderata. Le aspettative economiche si possono chiedere. Il modo più pulito è farlo dopo aver ricordato la fascia, che l’annuncio deve comunque indicare (art. 5, comma 1).

Da non chiedere Norma Invece
«Qual è la Sua RAL attuale?» art. 5, c. 2, D.Lgs. 96/2026 «Per questa posizione la retribuzione è di 34.000–40.000 euro lordi annui, come indicato nell’annuncio. Quali sono le Sue aspettative all’interno di questa fascia?»
«Può inviarmi l’ultima busta paga, così prepariamo un’offerta su misura?» art. 5, c. 2, D.Lgs. 96/2026 «L’informazione sulla retribuzione dell’annuncio Le è chiara? Le spiego volentieri da che cosa dipende la posizione nella fascia.»
«Le propongo 1.000 euro in più di quanto prendeva prima.» art. 5, c. 1, D.Lgs. 96/2026 «La retribuzione è di 30.000–34.000 euro lordi annui più un premio trimestrale fino al 10%, secondo l’accordo aziendale. Queste regole Le sono chiare?»

Restano possibili anche le domande sul percorso professionale: mansioni, progetti, dimensione del team, motivo del cambio, purché rilevanti per l’attitudine professionale (art. 8 dello Statuto dei lavoratori)5.

Quando è il candidato a dire quanto guadagna

La norma vieta di chiedere, non al candidato di parlare. Molti candidati, abituati alla domanda, diranno comunque la propria RAL. In quel caso:

  • non approfondire («e il premio?», «lordo o netto?»);
  • non registrare la cifra nel software di selezione;
  • tornare alla fascia e ai criteri della posizione: «Non teniamo conto della retribuzione attuale dei candidati: l’offerta la definiamo nella fascia dell’annuncio.»

Il punto non è solo formale. La retribuzione iniziale deve fondarsi su criteri oggettivi e neutri sotto il profilo del genere (art. 5, comma 1). Un’offerta calcolata sulla retribuzione precedente può trascinare nella nuova azienda i divari retributivi del datore di prima.

Agenzie, società di ricerca e moduli

Il divieto vale «anche indirettamente», cioè anche per chi seleziona per conto dell’azienda1. In pratica:

  • agenzie per il lavoro e head hunter: comunicare per iscritto che non devono raccogliere la retribuzione pregressa, né trasmetterla all’azienda; le agenzie sono inoltre soggette al divieto di indagini dell’art. 10 del D.Lgs. 276/20036;
  • moduli di candidatura e software di selezione: eliminare i campi «RAL attuale», «ultima retribuzione», «benefit attuali», anche se facoltativi;
  • modelli di email che chiedono «aspettative e retribuzione attuale»: correggerli.

Che cosa rischia l’azienda

Il decreto non fissa una sanzione specifica per la sola domanda sulla retribuzione pregressa. Il rischio è nel contenzioso: alle violazioni dei diritti previsti dal decreto si applicano le tutele giudiziarie del Codice delle pari opportunità, compresa l’inversione dell’onere della prova dell’art. 40 (art. 12 del decreto)34. Una domanda sulla RAL, seguita da un’offerta più bassa a una candidata, è un elemento che chi ricorre può portare in giudizio.

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Domande frequenti

Si può chiedere la RAL attuale a un candidato?

No. Dal 7 giugno 2026 è vietato chiedere ai candidati le retribuzioni percepite nei rapporti di lavoro attuali o precedenti, anche tramite agenzie o selezionatori esterni.

Si possono chiedere le aspettative economiche?

Sì. Il divieto riguarda la retribuzione percepita, non le aspettative sulla posizione offerta.

Si può chiedere la busta paga o la Certificazione Unica?

No. Sono informazioni sulla retribuzione percepita nei rapporti di lavoro attuali o precedenti.

E se il candidato dice spontaneamente quanto guadagna?

La norma non gli impedisce di parlarne. Il recruiter però non dovrebbe approfondire né calcolare l’offerta su quella cifra.