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Le parole chiave del profilo LinkedIn che cercano i recruiter

Scegli da tre a sei parole chiave del tuo mestiere e ripetile, in modo naturale, in quattro punti del profilo: titolo, nomi dei ruoli, sezione Informazioni e descrizioni delle esperienze. La ricerca di LinkedIn legge tutto il profilo, non solo le competenze: un termine scritto una volta pesa molto meno dello stesso termine presente in più sezioni.

Recruiter che cerca candidati su LinkedIn filtrando per parole chiave

Il consiglio classico, "aggiungi competenze", è vero ma incompleto. Per capire perché, bisogna partire da come lavora un selezionatore quando cerca profili.


Come cerca un recruiter su LinkedIn?

Con LinkedIn Recruiter, o con la ricerca standard, la ricerca si costruisce in due tempi.

Prima vengono i filtri: area geografica, settore, a volte anzianità o lingue. Un profilo senza località, o con una località generica come "Italia", può uscire dalla lista prima ancora che il contenuto venga letto.

Poi arriva la ricerca testuale: un nome di ruolo, uno strumento, un metodo. LinkedIn cerca quei termini in tutto il profilo e ordina i risultati. La presenza legittima dello stesso termine in più sezioni conta più di una menzione isolata.

Consiglio

Indica una città vera nel profilo, quella dove cerchi lavoro. Se sei disponibile a trasferirti, scrivilo nella sezione Informazioni e nelle preferenze di Open to Work, ma lascia una località precisa nel campo dedicato.


Quante parole chiave servono, e quali?

Da tre a sei termini principali bastano. Oltre, il profilo si disperde e finisce per non corrispondere bene a nessuna ricerca.

Si dividono in tre famiglie:

  • il mestiere: "responsabile logistica", "data analyst", "commerciale estero", "addetta paghe";
  • il settore o dominio: "GDO", "farmaceutico", "automotive", "SaaS B2B";
  • strumenti e metodi: "SAP", "Power BI", "Salesforce", "Lean", "SEO".

L'errore più comune è fermarsi alla terza famiglia. Gli strumenti sono facili da elencare, ma un recruiter raramente parte da lì: cerca prima un ruolo, poi filtra per strumenti.

C'è anche una questione di lingua. Molti recruiter in Italia cercano in inglese per alcuni ruoli ("key account manager", "controller", "software engineer") e in italiano per altri ("magazziniere", "impiegata amministrativa"). Guarda come sono scritti gli annunci del tuo mestiere e usa la stessa forma, magari affiancando le due versioni nel nome del ruolo.


Dove mettere le parole chiave, in ordine di importanza?

1. Il titolo. È il campo più letto e più indicizzato. Hai 220 caratteri e la maggior parte dei profili ne usa una frazione. Trovi formule ed esempi nella guida al titolo del profilo LinkedIn.

2. I nomi dei ruoli. Il campo "qualifica" di ogni esperienza deve contenere il nome che il mercato dà al tuo mestiere. Se la tua azienda chiama i commerciali "Customer Happiness Hero", nessun recruiter ti troverà con quel termine.

3. La sezione Informazioni. Le parole chiave devono comparire dentro frasi vere. Un elenco incollato in fondo si nota e non porta nulla in più. Vedi gli esempi nella pagina sulla sezione Informazioni.

4. Le descrizioni delle esperienze. È la miniera più trascurata, perché molte esperienze non hanno descrizione. Ogni ruolo descritto è un'occasione per far ricomparire i tuoi termini dove sono verificabili.

5. Le competenze. Utili, ma da sole non bastano. Tra l'altro, l'export PDF del profilo mostra solo tre competenze, qualunque sia il numero che hai inserito.


Il test della sezione competenze

Elimina mentalmente la sezione Competenze dal tuo profilo. Le tue parole chiave ci sono ancora?

Se la risposta è no, comparivano in un solo punto. Un profilo costruito bene fa apparire i suoi tre-sei termini nel titolo, nelle Informazioni e nella maggior parte delle esperienze, senza ripeterli in modo forzato.

Esempio

Giulia, responsabile acquisti a Bergamo, sceglie quattro termini: "buyer", "acquisti indiretti", "SAP MM", "negoziazione fornitori".

  • Titolo: Buyer acquisti indiretti | SAP MM | Negoziazione fornitori per l'industria
  • Informazioni: due frasi che citano gli acquisti indiretti e la negoziazione con i fornitori
  • Esperienza attuale: "Buyer acquisti indiretti", con SAP MM nella riga finale della descrizione
  • Competenze: le quattro voci, collegate alle esperienze

Come trovare le tue parole chiave?

Il metodo più affidabile non richiede strumenti.

  1. Raccogli da cinque a dieci annunci per il ruolo che cerchi, da LinkedIn, InfoJobs o dai siti delle aziende che ti interessano.
  2. Sottolinea il vocabolario delle sezioni "responsabilità" e "requisiti".
  3. Tieni i termini che compaiono in almeno tre annunci.

Ottieni il vocabolario che i recruiter del tuo mercato usano davvero, che è esattamente quello che digitano. Vale più di qualsiasi lista generica trovata online, perché è quella del tuo settore e della tua area.

Se vuoi accelerare, la nostra analisi dell'annuncio estrae da ogni offerta le competenze obbligatorie e quelle preferenziali, così hai la lista senza rileggere tutto a mano. Lo stesso lavoro serve anche per il CV: trovi il metodo applicato al curriculum nella guida alle parole chiave del curriculum.


Quali errori ti fanno perdere posizioni?

Il gergo interno. Sigle aziendali, nomi di progetti interni, qualifiche inventate. Fuori dalla tua azienda non li cerca nessuno.

L'imbottitura. Un titolo con trenta parole separate da barre si riconosce subito, è illeggibile e non migliora la posizione quanto una distribuzione naturale.

Le parole chiave senza prove. Citare una tecnologia che nulla nel tuo percorso conferma ti porta in ricerche a cui poi non sai rispondere al colloquio. Guadagni visibilità e la paghi in credibilità.

Il disallineamento con il CV. Il recruiter che ha davanti profilo e curriculum li confronta. Competenze presenti su LinkedIn e assenti dal CV aprono una domanda a cui dovrai rispondere. Su cosa deve coincidere tra i due, leggi CV o LinkedIn.

Da evitare

Copiare le parole chiave di un collega o di un profilo "modello". Se fanno un lavoro leggermente diverso dal tuo, comparirai nelle ricerche sbagliate e non in quelle giuste.


Come verificare la distribuzione?

Il modo più semplice è leggere il profilo come un documento unico, invece che una sezione alla volta. Scaricalo in PDF e conta dove compaiono i tuoi termini: vedrai subito se tornano in più sezioni o se sono concentrati in un solo punto.

Poi fai la prova del recruiter: cerca su LinkedIn il tuo ruolo più la tua città, come farebbe un selezionatore, e guarda i profili che escono per primi. Confronta il loro titolo e le loro esperienze con le tue.


Domande frequenti

Quante parole chiave mettere nel profilo LinkedIn?

Da tre a sei parole chiave del mestiere bastano. Conta più la distribuzione del numero: devono comparire nel titolo, nella sezione Informazioni e nella maggior parte delle esperienze.

Dove si mettono le parole chiave su LinkedIn?

Prima nel titolo, poi nei nomi dei ruoli, nella sezione Informazioni, nelle descrizioni delle esperienze e nelle competenze. La ricerca legge tutto il profilo, quindi un termine presente in un solo punto pesa poco.

Meglio parole chiave in italiano o in inglese?

Dipende dal tuo mestiere. Guarda come sono scritti gli annunci per il tuo ruolo in Italia e usa la stessa forma. Per i ruoli che si cercano in entrambe le lingue, puoi affiancare le due versioni nel nome del ruolo.

Come trovo le parole chiave giuste per il mio profilo?

Raccogli da cinque a dieci annunci per il ruolo che cerchi e tieni i termini che tornano in almeno tre. Sono quelli che i recruiter usano, quindi quelli che digitano nella ricerca.

Mettilo in pratica

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