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Domande da fare al selezionatore: cosa chiedere a fine colloquio

Arriva con tre o quattro domande preparate sul ruolo, sul team e sui passi successivi, e fanne due. Le migliori sono specifiche: "Come si misura il successo in questa posizione nei primi sei mesi?" oppure "Quali sono i progetti su cui lavorerei subito?". Rispondere "no, nessuna domanda" a "ha domande per noi?" chiude il colloquio sul punto più debole.

In Italia questa domanda arriva in quasi ogni colloquio, spesso in Lei anche quando il resto della conversazione era in tu. È l'ultima impressione che lasci, e il selezionatore la usa per capire quanto sei interessato.

Candidato che prepara le domande da fare al selezionatore prima del colloquio


Perché le tue domande contano?

Il recruiter ha passato quaranta minuti a farti domande. Quando ti cede la parola, osserva:

  • il tuo interesse reale, perché chi vuole davvero il lavoro ha delle curiosità concrete;
  • la tua preparazione, perché le domande migliori nascono da quello che hai letto sull'azienda e da quello che hai sentito durante il colloquio;
  • le tue priorità, perché ciò che chiedi per primo dice cosa conta per te.

C'è anche un vantaggio pratico: le risposte ti servono per decidere se accettare, nel caso arrivi un'offerta. Un colloquio funziona in due direzioni.

Consiglio

Prepara cinque o sei domande e scrivile su un quaderno. Durante il colloquio alcune troveranno risposta da sole: cancellale e fai solo quelle rimaste. Chiedere qualcosa che è già stato spiegato fa capire che non stavi ascoltando.


Quali domande fare sul ruolo?

Sono le più sicure, soprattutto al primo colloquio con l'HR.

  • "Come si svolge una giornata tipo in questa posizione?"
  • "Quali sono le priorità per chi entra nei primi tre mesi?"
  • "Come viene misurato il risultato in questo ruolo?"
  • "La posizione è nuova o sostituisce qualcuno?"
  • "Quali sono le difficoltà principali che la persona in questo ruolo dovrà affrontare?"

La quarta è più utile di quanto sembri. Se il ruolo è nuovo, capisci quanto è definito. Se sostituisce qualcuno, puoi chiedere con tatto se la persona è stata promossa o ha lasciato l'azienda.


Quali domande fare sul team e sull'azienda?

  • "Con chi lavorerei ogni giorno e com'è composto il team?"
  • "A chi riporterebbe questa posizione?"
  • "Come lavora il team: in ufficio, da remoto o in modalità ibrida?"
  • "Ho letto dell'apertura della nuova sede di Bari. Come cambierà il lavoro di questo reparto?"
  • "Cosa apprezza di più del lavorare qui?"

La quarta funziona solo se la notizia l'hai davvero trovata durante la preparazione. Come trovarla è spiegato nella guida su cosa sai della nostra azienda. L'ultima domanda è personale e di solito porta a risposte sincere: ascolta bene, ti dice molto sul clima interno.


Quali domande fare sulla crescita?

  • "Che percorso di crescita è previsto per questo ruolo?"
  • "Che tipo di formazione offrite nei primi mesi?"
  • "Le persone che sono cresciute internamente da questa posizione, in quali ruoli sono arrivate?"

Dimostrano che pensi a lungo termine, cosa che il selezionatore apprezza. Evita però di sembrare già proiettato su un altro ruolo: "dopo quanto posso diventare responsabile?" al primo incontro suona come impazienza.


Quali domande fare sui passi successivi?

Una di queste va sempre fatta, alla fine:

  • "Quali sono i prossimi passi del processo di selezione?"
  • "Entro quando pensate di prendere una decisione?"
  • "C'è qualcosa del mio profilo su cui vorrebbe altre informazioni?"

L'ultima richiede un po' di coraggio, ma è la più utile: se il recruiter ha un dubbio, hai ancora l'occasione di chiarirlo prima di uscire. E sapere i tempi ti permette di scrivere al momento giusto il ringraziamento dopo il colloquio e, se serve, un sollecito.

Esempio di chiusura

"Ho due domande. La prima: quali sono le priorità per chi entra nei primi tre mesi? La seconda: quali sono i prossimi passi e quando pensate di decidere?"

Risposta efficace

"Prima di chiudere, posso chiederle se c'è qualcosa del mio percorso che le sembra meno in linea con la posizione? Preferisco chiarirlo adesso." Il candidato mostra sicurezza e si dà un'ultima possibilità di rispondere a un dubbio.


Quali domande evitare al primo colloquio?

Da evitare

"Quanti giorni di ferie ci sono? Posso lavorare da casa il venerdì? Quando arrivano i buoni pasto?"

Sono domande legittime, ma al primo incontro fanno pensare che ti interessino più i benefit del lavoro.

  • Lo stipendio, se non lo introduce il selezionatore. In genere il tema arriva quando l'azienda chiede le tue aspettative economiche. Se il processo è avanzato e nessuno ne ha parlato, al secondo colloquio puoi chiedere la fascia prevista. Per prepararti sul numero c'è la guida su quanto chiedere di RAL.
  • Domande la cui risposta è sul sito. "Di cosa vi occupate?" dimostra che non ti sei preparato.
  • Domande personali al selezionatore. Età, famiglia, vita privata: mai.
  • Domande negative. "È vero che c'è molto turnover?" Se il dubbio esiste, riformulalo: "Da quanto tempo lavorano insieme le persone del team?"
  • "Ho ottenuto il lavoro?" Mette il recruiter in difficoltà e non ottieni una risposta vera.

Le domande cambiano a seconda di chi hai davanti?

Sì. Adatta le domande all'interlocutore:

  • Con l'HR o l'agenzia: processo di selezione, tempi, organizzazione, tipo di contratto.
  • Con il futuro responsabile: progetti, priorità, modo di lavorare del team, cosa si aspetta da te.
  • Con un dirigente, all'ultimo incontro: strategia, direzione dell'azienda, ruolo del reparto nei prossimi anni.

Al colloquio finale, se l'offerta sembra vicina, puoi chiedere anche del contratto (tempo determinato o indeterminato, CCNL applicato, durata del periodo di prova). Sono informazioni che ti servono per valutare l'offerta. Per verificare le regole che si applicano al tuo caso, il riferimento resta il CCNL o un consulente del lavoro.

Per arrivare alla fine del colloquio con le domande già pronte, puoi prepararle insieme alle risposte con il simulatore di colloquio Epimoni.


Domande frequenti

Quante domande devo fare a fine colloquio?

Due o tre. Una sola può sembrare poco, più di quattro rischiano di allungare troppo l'incontro. Scegli quelle a cui non è già stata data risposta.

Posso non fare nessuna domanda?

Sconsigliato. Se tutto è già stato chiarito, dillo e fai almeno la domanda sui prossimi passi: "Mi è tutto molto chiaro, grazie. Mi può dire quali sono i prossimi passi?"

Posso chiedere dello stipendio a fine colloquio?

Al primo incontro conviene aspettare che lo introduca il selezionatore. Al secondo, se nessuno ne ha parlato, puoi chiedere la fascia retributiva prevista per la posizione, in modo neutro.

Posso prendere appunti mentre il selezionatore risponde?

Sì, è un segno di interesse. Chiedi brevemente se va bene e scrivi solo parole chiave, senza perdere il contatto visivo.

Va bene leggere le domande da un foglio?

Sì. Avere le domande scritte mostra preparazione. Basta non leggerle come un elenco: dai un'occhiata e falle con parole tue.

Mettilo in pratica

Applica i consigli di questo articolo con lo strumento gratuito di Epimoni: Apri il simulatore di colloquio