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Parlami del tuo percorso professionale, come raccontare la carriera al colloquio

Quando ti chiedono del tuo percorso professionale, il selezionatore vuole capire perché la tua carriera è andata così. Ripercorrila in ordine cronologico, una tappa alla volta, e per ognuna di' cosa facevi, cosa hai imparato e perché sei passato alla successiva. Cambi, uscite e pause sono ciò che gli interessa di più: spiegali prima che te li chieda.

La risposta dura di solito tre o quattro minuti, più di un "parlami di te", ma regge solo se ogni passaggio ha un motivo chiaro.

Candidato che ripercorre le tappe della sua carriera durante un colloquio


In cosa è diversa da "parlami di te"?

Le due domande si somigliano, ma chiedono cose diverse. "Parlami di te" è una presentazione: chi sei oggi, due o tre tappe scelte, perché sei qui. Si risponde in un minuto e mezzo partendo dal presente. La trovi spiegata in parlami di te.

"Parlami del tuo percorso professionale" chiede la sequenza. Il selezionatore vuole vedere le scelte una dopo l'altra, e soprattutto le transizioni: perché hai lasciato un'azienda, perché hai cambiato ruolo, cosa è successo in quei sei mesi senza contratto. Arriva spesso al secondo colloquio, con il responsabile della funzione, che ha il CV stampato davanti e lo segue con la penna mentre parli.


Cosa vuole capire il selezionatore?

  • La coerenza delle scelte. Non serve che la carriera sia lineare. Serve che ogni passaggio abbia una ragione che sai spiegare.
  • Cosa hai imparato. Ogni esperienza dovrebbe averti lasciato qualcosa di concreto che porti nel nuovo ruolo.
  • Come esci dalle aziende. Il modo in cui racconti le uscite dice molto su come lavorerai: chi parla male di ogni ex responsabile lascia pensare che farà lo stesso.
  • Dove stai andando. La sequenza deve puntare verso la posizione per cui ti sei candidato.

Consiglio

Prima del colloquio scrivi su un foglio, per ogni esperienza, una sola riga con il motivo per cui l'hai lasciata. Se una riga non ti convince mentre la scrivi, non convincerà nemmeno chi ti ascolta.


Come si struttura la risposta?

1. Una frase di apertura che dia il filo. "Ho lavorato sempre nella logistica, prima in magazzino e poi nella pianificazione." Il selezionatore sa già dove lo porterai.

2. Le tappe in ordine cronologico. Per ognuna, tre elementi in poche frasi: il ruolo e il contesto, un risultato o un apprendimento concreto, il motivo del passaggio successivo. Dedica più spazio alle esperienze recenti e a quelle vicine alla posizione. Le prime esperienze, se lontane, bastano in una frase.

3. Il ponte verso la posizione. Chiudi spiegando perché questa posizione è il passo successivo coerente.

Per raccontare i risultati in modo strutturato, ogni tappa può seguire il metodo STAR (situazione, compito, azione, risultato), spiegato in colloquio per competenze. Non serve applicarlo a tutte: una o due tappe raccontate così bastano.


Come spiegare ogni cambio di lavoro?

È la parte che il selezionatore ascolta con più attenzione. Ogni uscita va motivata con una ragione che guarda avanti, non con una lamentela.

  • Crescita: "Dopo tre anni avevo coperto tutte le attività del ruolo, e l'azienda non aveva posizioni di coordinamento libere."
  • Contenuto del lavoro: "Volevo passare dal reporting all'analisi, che lì era affidata a una società esterna."
  • Eventi esterni: "L'azienda ha chiuso la sede di Brescia e ho scelto di non trasferirmi."
  • Contratto: "Era un tempo determinato di dodici mesi, legato a un progetto che si è concluso."

Se l'uscita è stata difficile (un licenziamento, un rapporto teso con il responsabile), dilla in una frase neutra, poi passa a cosa hai fatto dopo. La pagina perché hai lasciato il lavoro precedente ha le formule per i casi più delicati.


Qual è la differenza tra una risposta debole e una efficace?

Risposta debole

"Mi sono laureato in economia a Verona, poi ho fatto uno stage in una banca, poi sono andato in un'azienda di Padova dove facevo amministrazione, poi in un'altra dove facevo controllo di gestione, poi c'è stato il Covid e sono rimasto a casa un po', adesso lavoro in una società di servizi ma non mi trovo bene con il mio responsabile."

Risposta efficace

"Il mio percorso è sempre stato nell'area amministrazione e controllo. Dopo la laurea a Verona ho fatto sei mesi di stage in banca, che mi hanno convinto a lavorare in azienda e non nel credito. In una PMI di Padova ho seguito la contabilità generale per tre anni e ho imparato a chiudere un bilancio. Sono passato a un gruppo più grande per entrare nel controllo di gestione, dove ho costruito il primo budget per centro di costo. Nel 2020 la società ha ridotto il personale e sono uscito: in quei mesi ho completato un corso su Power BI. Oggi sono controller in una società di servizi, e cerco un ruolo in un gruppo industriale come il vostro, dove il controllo di gestione pesa nelle decisioni."

La seconda risposta copre le stesse tappe, ma per ognuna dice perché, e spiega la pausa senza scusarsi.


Esempi da adattare al tuo profilo

Esempio 1: carriera lineare nello stesso settore

"Lavoro da otto anni nella vendita di macchinari industriali. Ho iniziato come tecnico commerciale in un'azienda di Reggio Emilia, seguendo i clienti in Italia. Dopo quattro anni mi hanno affidato l'export verso la Germania, che ho portato da tre a undici clienti attivi. Oggi cerco un ruolo da area manager, con un team, che nella mia azienda attuale non si libererà nei prossimi anni."

Esempio 2: cambio di settore

"Ho lavorato sei anni nella ristorazione, gli ultimi due come responsabile di sala a Firenze, con dieci persone da organizzare ogni sera. Mi sono reso conto che la parte che preferivo era la gestione dei turni e dei fornitori. Ho seguito un corso serale in gestione delle risorse umane e ho fatto un tirocinio in un'agenzia per il lavoro. Mi candido come HR junior perché è lì che voglio usare quello che ho imparato nella ristorazione."

Esempio 3: percorso con una pausa

"Dopo cinque anni come grafica in un'agenzia di Torino mi sono fermata due anni per seguire i miei figli. In quel periodo ho lavorato come freelance per qualche cliente e mi sono aggiornata su UX design. Oggi voglio tornare in un team, con un ruolo più orientato al prodotto digitale."

Per raccontare una pausa più lunga senza metterti sulla difensiva, vedi come giustificare un buco nel curriculum.


Quali errori evitare?

  • Leggere il CV. Il selezionatore ce l'ha davanti. Aggiungi il perché, non le date.
  • Dare lo stesso peso a tutto. Lo stage di dieci anni fa non merita quanto l'ultimo ruolo.
  • Criticare gli ex datori di lavoro. Anche quando hai ragione, suona come un rischio.
  • Nascondere le pause. Le date sono nel CV: se non le spieghi tu, te le chiederanno con un tono meno favorevole.
  • Finire senza ponte. Se non colleghi il percorso alla posizione, il selezionatore deve farlo da solo, e potrebbe non farlo.

Puoi esercitarti a voce alta con l'allenamento alle domande di Epimoni, che valuta struttura e chiarezza della tua risposta.


Domande frequenti

Quanto deve durare la risposta sul percorso professionale?

Tre o quattro minuti per una carriera di più anni, meno per un profilo junior. Se il selezionatore vuole approfondire una tappa te lo chiederà. Meglio lasciargli spazio per le domande che occupare dieci minuti di fila.

Devo seguire per forza l'ordine cronologico?

È la scelta più chiara, perché il selezionatore segue il CV mentre parli. Puoi però riassumere in una frase le esperienze più lontane e meno rilevanti, e dedicare il tempo alle ultime.

Come spiego un licenziamento raccontando il percorso?

In una frase, senza drammi: "L'azienda ha riorganizzato il reparto e la mia posizione è stata eliminata." Poi passa subito a cosa hai fatto dopo e a cosa hai imparato. Non serve giustificarti oltre.

Cosa dire se ho cambiato molte aziende in pochi anni?

Trova il filo che lega i cambi (lo stesso tipo di competenza, un settore, un obiettivo) e dichiaralo all'inizio. Poi spiega che ora cerchi stabilità, e perché questa azienda può offrirtela.

Mettilo in pratica

Applica i consigli di questo articolo con lo strumento gratuito di Epimoni: Apri il simulatore di colloquio