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Perché hai lasciato il lavoro precedente? La risposta al colloquio

Dai un motivo vero in una frase, senza criticare l'azienda che hai lasciato, e sposta subito il discorso su quello che cerchi adesso. Per esempio: "Dopo quattro anni in amministrazione ho chiesto di passare al controllo di gestione, ma in azienda quel ruolo non c'era. Questa posizione è esattamente il passo che cercavo." Il selezionatore vuole capire se la tua scelta è ragionata e se si ripeterà.

Il motivo in sé conta meno di come lo racconti. Chi parla con calma di una partenza difficile fa un'impressione migliore di chi inventa una storia perfetta.

Candidato che risponde con calma a una domanda delicata durante il colloquio


Cosa vuole capire davvero il selezionatore?

La domanda arriva quasi sempre dopo la presentazione iniziale, quando il recruiter ripercorre il CV. Dietro c'è una preoccupazione molto pratica: se assume te e tra un anno te ne vai per lo stesso motivo, ha perso tempo e soldi.

Con la tua risposta il selezionatore verifica tre cose:

  • La coerenza. Il motivo della partenza deve legarsi alla posizione per cui ti candidi. Se te ne sei andato perché volevi più autonomia, il nuovo ruolo deve offrirla.
  • Il tuo modo di parlare dei problemi. Un conflitto con il capo raccontato con rancore fa pensare che il prossimo conflitto sarai tu a crearlo.
  • La stabilità. Tre cambi in due anni senza una spiegazione chiara accendono una spia. Un solo cambio motivato no.

Consiglio

Prepara la risposta in due frasi: il motivo e quello che cerchi ora. Se il recruiter vuole sapere di più, te lo chiederà. Una spiegazione lunga sembra una giustificazione.


Come costruire la risposta in tre passaggi?

1. Il motivo, detto con parole neutre. "L'azienda è stata riorganizzata e il mio ruolo è stato ridotto" funziona. "Hanno fatto un disastro con la riorganizzazione" no. Stesso fatto, effetto opposto.

2. Cosa hai imparato o cosa ti ha chiarito. Una frase sola. Serve a mostrare che hai rielaborato l'esperienza e non la stai ancora subendo.

3. Il collegamento con questa posizione. È la parte che il selezionatore ricorderà. Termina parlando del ruolo per cui sei lì, non del passato.

Non serve recitare. Se il motivo vero è lo stipendio, puoi dirlo, purché non sia l'unica cosa che citi: "Cercavo una crescita professionale e anche economica che lì non era prevista" è una frase che un HR italiano sente spesso e accetta senza problemi.


Esempi di risposta per ogni situazione

Ogni caso ha il suo taglio. Scegli quello che corrisponde alla tua storia e adattalo con dettagli veri.

Esempio 1: dimissioni per crescere

"In tre anni come addetta alla contabilità a Bologna ho imparato molto, ma la struttura era piccola e non c'era spazio per occuparmi di analisi e reporting. Ho deciso di cercare un'azienda più grande dove poter fare controllo di gestione, ed è il motivo per cui mi sono candidata qui."

Esempio 2: fine del contratto a tempo determinato

"Avevo un contratto a termine di dodici mesi su un progetto di migrazione dei sistemi. Il progetto si è chiuso nei tempi e il contratto è scaduto, come previsto. Adesso cerco una posizione stabile in cui continuare a lavorare su progetti di integrazione."

Esempio 3: riorganizzazione o licenziamento

"L'azienda ha chiuso la sede di Padova e ha ridotto il personale commerciale. Il mio ruolo è stato tra quelli tagliati. Nell'ultimo anno avevo portato il mio portafoglio clienti a crescere, e voglio rimettere quell'esperienza al servizio di un'azienda del settore."

Esempio 4: rapporto difficile con il responsabile

"Il modo di lavorare del nuovo responsabile era molto diverso dal mio: lui preferiva un controllo quotidiano su ogni attività, io rendo di più quando ho obiettivi chiari e autonomia su come raggiungerli. Ne abbiamo parlato, ma non c'era margine. Dal colloquio con voi ho capito che qui i team lavorano per obiettivi."

Esempio 5: cambio di settore

"Ho lavorato sei anni nella logistica e mi sono reso conto che la parte che preferivo era la formazione dei nuovi magazzinieri. Ho seguito un corso in gestione delle risorse umane e ora voglio fare di questa parte il mio lavoro principale."


E se sei ancora assunto e stai cercando?

In questo caso la domanda diventa "perché vuoi cambiare lavoro?". È la situazione più semplice da gestire, perché non devi spiegare una partenza già avvenuta. Concentrati su quello che ti attira del nuovo ruolo e accenna appena a quello che manca nell'attuale.

Il recruiter potrebbe chiederti anche i tempi. Di solito conviene sapere quanti giorni di preavviso prevede il tuo CCNL per il tuo livello, così da rispondere con precisione. Se hai dubbi sul calcolo, chiedi all'ufficio del personale o a un consulente del lavoro.

Consiglio

Se la domanda sul cambio porta alla tua retribuzione attuale, preparati prima: il tema di quanto chiedere è trattato nella guida su quanto chiedere di RAL.


Quali risposte fanno perdere punti?

Risposta debole

"Non mi trovavo bene, l'ambiente era tossico e il mio capo non capiva niente. Alla fine me ne sono andato perché non ne potevo più."

Il selezionatore sente solo rabbia e nessun progetto. Non sa niente di cosa cerchi né di come lavori.

Risposta efficace

"L'azienda stava cambiando strategia e il mio ruolo si stava spostando dalla parte commerciale a quella amministrativa. Io voglio restare sul cliente, quindi ho preferito cercare altrove. Questa posizione da key account è in linea con quello che so fare meglio."

Altri errori comuni:

  • Una risposta generica, come "volevo cambiare aria". Non dice nulla e fa sospettare che tu stia nascondendo qualcosa.
  • Mentire su un licenziamento. Le referenze e le verifiche esistono, e in Italia il mondo di un settore è spesso piccolo. Meglio una verità detta bene.
  • Raccontare troppo. Dettagli su colleghi, litigi o cause in corso non aiutano mai.
  • Parlare solo di soldi. Lo stipendio può essere uno dei motivi, non il motivo unico.

Come spiegare una permanenza breve?

Se sei rimasto pochi mesi, il recruiter lo noterà. Ammetti che il ruolo non corrispondeva a quanto previsto e spiega cosa hai fatto per verificarlo prima di andartene. Se il rapporto si è chiuso durante il periodo di prova, puoi dirlo in modo semplice: "Durante il periodo di prova ci siamo resi conto, da entrambe le parti, che le attività erano molto diverse da quelle descritte."

Se dopo l'uscita c'è stato un periodo senza lavoro, preparati anche alla domanda successiva. Trovi come affrontarla nella guida su come giustificare un buco nel curriculum.

Da evitare

Non dire che hai lasciato perché "ti annoiavi" senza aggiungere cosa cerchi. Detto così, il selezionatore immagina che ti annoierai anche da loro.


Allenati prima del colloquio

Questa è una delle risposte che conviene dire ad alta voce almeno tre o quattro volte prima del giorno del colloquio. Il tono conta quanto le parole: se ti irrigidisci ogni volta che ne parli, il recruiter lo percepisce. Puoi provarla con l'allenamento alle domande di Epimoni, che ti restituisce un riscontro sulla struttura e sul tono.


Domande frequenti

Devo dire che sono stato licenziato?

Sì, se è la verità e il recruiter te lo chiede in modo diretto. Spiega il contesto in una frase (riorganizzazione, calo di commesse, chiusura di una sede) e passa a cosa hai fatto dopo. Un licenziamento per motivi economici è una situazione che i selezionatori conoscono bene.

Posso dire che me ne sono andato per lo stipendio?

Puoi, purché lo presenti come parte di un discorso di crescita e non come l'unica ragione. "Cercavo un ruolo con più responsabilità e una retribuzione coerente" è una frase accettata. "Pagavano poco" e basta non lo è.

Cosa rispondo se ho dato le dimissioni senza avere un altro lavoro?

Spiega la scelta in modo positivo: volevi dedicarti alla ricerca a tempo pieno, completare una formazione o prenderti cura di una situazione familiare. Poi mostra cosa hai fatto nel frattempo. Il recruiter vuole vedere che la decisione è stata pensata.

Quanto deve durare la risposta?

Tra i trenta e i sessanta secondi. È sufficiente per il motivo, un apprendimento e il collegamento con il nuovo ruolo. Se il selezionatore vuole dettagli, farà una seconda domanda.

Mettilo in pratica

Applica i consigli di questo articolo con lo strumento gratuito di Epimoni: Apri il simulatore di colloquio