Pregi e difetti, come rispondere al colloquio di lavoro
Per il difetto, scegline uno vero ma secondario per il ruolo e dedica gran parte della risposta a cosa stai facendo per correggerlo, con un risultato. Per il pregio, scegline uno che la posizione richiede e dimostralo con un fatto. Il selezionatore non cerca il candidato senza difetti, cerca quello che si conosce e sa migliorare.
In Italia la domanda arriva spesso in coppia, "mi dica un suo pregio e un suo difetto", e mette in difficoltà più per il difetto che per il pregio. Questa guida parte da lì.

Cosa valuta il selezionatore con questa domanda?
Il difetto in sé conta poco. Con la domanda il selezionatore misura tre cose:
- Consapevolezza di sé. Sai dove sbagli? Chi risponde "non ho difetti" dimostra di non averci mai pensato o di non essere sincero.
- Capacità di migliorare. Hai fatto qualcosa di concreto, e ha funzionato? È qui che la risposta si vince o si perde.
- Compatibilità con il ruolo. Un difetto che tocca il cuore della posizione diventa un motivo di scarto. Un contabile che "non va d'accordo con i numeri" si è appena eliminato da solo.
Le formule cambiano: "Qual è il suo peggior difetto?", "Su cosa deve ancora migliorare?", "Cosa direbbe di lei il suo responsabile in negativo?", "Mi racconti un feedback critico che ha ricevuto". La preparazione è la stessa.
Come costruire la risposta sul difetto?
1. Scegli un difetto reale e periferico. Rileggi le valutazioni annuali e i feedback ricevuti più di una volta. Poi filtra: tieni solo ciò che non è essenziale per la posizione. Parlare in pubblico è un difetto accettabile per uno sviluppatore, non per un commerciale.
2. Mostra l'effetto in una frase. Un episodio breve in cui il difetto ti ha creato un problema. Serve a dimostrare che è reale e non un pregio travestito.
3. Spendi il resto sul piano. Cosa hai fatto, da quando, cosa è cambiato. Un corso, uno strumento, un'abitudine nuova, un feedback che hai chiesto. Chiudi al presente, con un risultato.
Consiglio
Una buona proporzione è un quinto di difetto e quattro quinti di correzione. Se spieghi il problema più a lungo della soluzione, il selezionatore ricorderà solo il problema.
Esempi di difetti e risposte
Esempio 1: difficoltà a parlare in pubblico (data analyst)
"Il mio punto debole è presentare davanti a gruppi numerosi. Conosco bene i contenuti, ma con più di dieci persone in sala acceleravo e saltavo dei passaggi. L'anno scorso mi sono iscritto a un corso di public speaking e ho cominciato a propormi per presentare il report mensile alla direzione. Sono ancora un po' teso, ma all'ultima presentazione il direttore commerciale mi ha chiesto le slide per usarle con il suo team."
Esempio 2: difficoltà a dire di no (impiegata amministrativa)
"Tendevo ad accettare tutte le richieste dei colleghi, e in alcuni periodi questo ha fatto slittare scadenze che erano davvero prioritarie, come le chiusure mensili. Con la mia responsabile abbiamo introdotto un elenco di priorità condiviso: quando arriva una richiesta nuova, le mostro cosa dovrei spostare per farla entrare. Da allora le chiusure sono sempre arrivate in tempo."
Esempio 3: impazienza con le procedure (commerciale)
"Ho poca pazienza con la burocrazia interna. Una volta ho concesso uno sconto senza aspettare l'approvazione per chiudere un contratto a fine trimestre, e ho creato un problema con l'amministrazione. Ho capito che la procedura ha le sue ragioni: oggi, invece di aggirarla, porto una proposta di modifica a chi decide. Così abbiamo ottenuto che gli sconti fino al 5% non passino più dalla direzione."
Esempio 4: poca esperienza di gestione (primo ruolo da responsabile)
"Il mio punto da sviluppare è la gestione delle persone. Sono sempre stata la più tecnica del gruppo, ma non avevo mai dato un feedback difficile. Da sei mesi faccio un percorso di mentoring con una responsabile di un'altra area. Il primo colloquio di valutazione che ho condotto, con un collega che accumulava ritardi, si è chiuso con un piano concordato che sta rispettando."
Quali difetti è meglio non dire?
- "Sono troppo perfezionista" o "lavoro troppo". Il selezionatore conosce il trucco e lo legge come una fuga dalla domanda.
- Un difetto centrale per il ruolo. Disordine per un'assistente di direzione, scarsa pazienza con i clienti per chi lavora al customer care.
- Tratti di carattere. "Sono pigro", "a volte perdo la pazienza con le persone". Non si correggono con un corso e preoccupano.
- "Non ho difetti." La risposta peggiore possibile.
- Un difetto su cui non stai lavorando. Senza piano, resta solo la parte negativa.
Risposta debole
"Il mio difetto più grande è che sono perfezionista. A volte pretendo troppo da me stesso perché voglio che tutto sia fatto bene."
Luogo comune, nessun episodio, nessun piano. Il selezionatore la sente più volte alla settimana.
Risposta efficace
"Sottovalutavo i tempi. Promettevo in due giorni quello che ne richiedeva quattro, e più di una volta il gruppo ha dovuto rincorrere per colpa mia. Da un anno annoto quanto durano davvero le attività ricorrenti e uso quella media per dare le scadenze. Negli ultimi tre mesi ho consegnato tutto entro la data che avevo indicato io."
E il pregio, come lo presento?
Quando la domanda è doppia, il pregio va trattato con la stessa logica: uno solo, pertinente per la posizione, con una prova. "Sono preciso" non convince nessuno; "Gestisco la prima nota di tre società e in due anni non abbiamo avuto rettifiche in sede di bilancio" sì.
Due accorgimenti pratici:
- Inizia dal pregio, chiudi sul piano di miglioramento. Così la risposta termina su un'azione e non su un limite.
- Evita che pregio e difetto si contraddicano. "Sono organizzatissimo" seguito da "a volte perdo le scadenze" fa crollare entrambe le affermazioni.
Se il colloquio ti chiede di approfondire solo i punti forti, trovi esempi e struttura nella guida sui punti di forza al colloquio. Se invece la domanda è "mi descriva con tre aggettivi", la logica è vicina ma la forma cambia: vedi descriviti con tre aggettivi.
Cosa chiede di solito il selezionatore dopo?
- "Ne ha un altro?" Prepara un secondo difetto con la stessa struttura.
- "Come fa a sapere che è migliorato?" Tieni pronto un fatto o un feedback recente.
- "Come influirebbe sul lavoro qui?" Mostra che conosci il ruolo: "In questa posizione l'impatto sarebbe limitato, perché…".
Se la conversazione scivola su un errore concreto che hai commesso, la risposta richiede una struttura diversa, descritta in raccontami un errore che hai commesso.
Per provare la tua risposta ad alta voce e ricevere un riscontro, c'è l'allenamento alle domande di colloquio.
Domande frequenti
Posso citare un difetto personale, non legato al lavoro?
Sì, se si vede anche sul lavoro. "Sono timido" diventa accettabile se mostri l'effetto nelle riunioni e cosa fai per gestirlo.
Posso dire che il mio inglese non è fluente?
Sì, purché l'inglese non sia un requisito della posizione. In quel caso è un ottimo esempio, perché il piano di correzione (corso, conversazione settimanale, certificazione) è facile da raccontare e da misurare.
E se mi chiedono tre difetti?
Preparane tre, brevi e con la stessa struttura. Varia il tipo: uno tecnico, uno di comportamento, uno di organizzazione.
Conviene citare un feedback negativo ricevuto da un responsabile?
Sì. Un feedback reale rende la risposta credibile, a patto che tu racconti cosa ne hai fatto.
Mettilo in pratica
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