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Concessioni senza contropartita, perché non devi mai cedere gratis

Nella trattativa sullo stipendio ogni concessione va scambiata, mai regalata. Se scendi da 48.000 a 45.000 euro di RAL senza chiedere nulla in cambio, il selezionatore incassa e riparte da lì. Prima di muoverti, nomina la contropartita: "Se vengo incontro sulla RAL, siete disposti a riconoscere un premio di risultato garantito il primo anno?"

È una delle tattiche più costose perché non te la impone nessuno: la concessione la fai tu, spesso per sciogliere un silenzio imbarazzante o per mostrarti collaborativo.

Un ladro che porta via un sacco, metafora di una concessione incassata senza dare nulla in cambio


Cosa dice il selezionatore quando incassa una concessione?

La frase tipica è cordiale e non lascia spazio:

"Molto bene, ne prendo nota, apprezziamo questo gesto da parte sua. Andiamo avanti."

Il segnale è quell'"andiamo avanti". Nessuna pausa, nessun "allora vediamo cosa possiamo fare noi". Il tuo passo indietro è stato registrato come un dato acquisito e diventa il nuovo punto di partenza. Da quel momento la conversazione riparte più in basso, e tu non hai ottenuto niente.

Succede in molte forme, ad esempio:

  • abbassi la RAL richiesta "per dimostrare buona volontà";
  • rinunci ai giorni di smart working che avevi chiesto, senza che nessuno te lo abbia domandato;
  • accetti di anticipare la data di inizio, anche se il tuo preavviso non lo permette con facilità;
  • dici "va bene, sono flessibile" prima ancora che l'altro abbia fatto una controproposta.

Perché il selezionatore lascia che tu ceda gratis?

Perché una concessione unilaterale si legge come debolezza e chiama la successiva. In una trattativa ogni movimento manda un segnale. Se cedi senza chiedere nulla, insegni all'altra parte che ti muovi sotto la sola pressione del silenzio o del disagio. A quel punto non ha motivo di fermarsi: ha appena trovato il pulsante che ti fa arretrare.

La posta in gioco va oltre i 3.000 euro del momento. Una concessione gratuita rivela il tuo rapporto con il disaccordo: preferisci cedere piuttosto che sostenere una posizione. È un'informazione che il selezionatore riutilizzerà sul resto del pacchetto, dal premio di produzione al livello di inquadramento, fino ai buoni pasto. Ogni regalo ricalibra verso il basso quello che pensa di poter ottenere da te.

Nella maggior parte dei casi non c'è cattiveria. Il selezionatore ha un budget da rispettare e un responsabile a cui rendere conto. Se gli offri un risparmio, lo prende. È il suo lavoro.


Come rispondere con il metodo Epimoni?

Qui entra in gioco la regola 5 del metodo Epimoni, concessioni e contropartite: nessuna concessione esce senza che entri qualcosa. La risposta si costruisce in tre passi.

  1. Fermati prima di muoverti. Non cedere sull'onda dell'emozione o per riempire un vuoto. "Mi lasci valutare cosa è possibile da parte mia."
  2. Condiziona la concessione in modo esplicito. "Se faccio un passo sulla parte fissa, siete disposti a compensarlo con un MBO o con un bonus d'ingresso?"
  3. Fatti confermare lo scambio prima di cedere. Non dopo. "Quindi, se scendo a 46.000 euro di RAL, voi portate il premio di risultato a 4.000 euro garantiti il primo anno. Ho capito bene?"

La contropartita deve essere concreta. "Qualcosa in cambio" resta vago e il selezionatore risponderà "certo, ne terremo conto". Una revisione della RAL a sei mesi, due giorni di smart working a settimana o un livello CCNL superiore sono richieste precise, difficili da liquidare con un "vedremo".

Consiglio

Prepara la lista delle contropartite prima del colloquio, a mente fredda. Durante la trattativa non avrai la lucidità per inventarle. Per le voci del pacchetto che si possono chiedere in Italia guarda come negoziare benefit e welfare aziendale.


Che differenza c'è tra una buona risposta e una risposta efficace?

Prendiamo Giulia, project manager a Bologna. Ha chiesto 48.000 euro di RAL, l'azienda ne offre 44.000 e il selezionatore resta in silenzio.

Risposta debole

"Va bene, posso scendere a 46.000, non voglio che sia un problema."

Giulia ha appena regalato 2.000 euro. Il selezionatore prende nota e riparte da 46.000, magari provando a scendere ancora.

Una risposta già migliore afferma il principio dello scambio:

Esempio di risposta corretta ma generica

"Potrei muovermi un po', ma non senza una contropartita."

È corretta, ma lascia all'altro la scelta della contropartita. La risposta tipica sarà "certo, ne terremo conto", e Giulia si ritroverebbe al punto di partenza.

Risposta efficace

"Posso considerare 46.000 euro di RAL, a condizione di fissare un premio di risultato di 4.000 euro garantito il primo anno e una revisione della retribuzione a fine periodo di prova. Se siamo d'accordo su questi due punti, per me possiamo chiudere. Li mettiamo insieme nella proposta scritta?"

La differenza non sta nella disponibilità a muoversi, ma nella struttura: niente esce finché non entra qualcosa, e lo scambio è chiuso prima di essere concesso.


Quali errori evitare?

Da evitare

  • Cedere per riempire il silenzio. Il silenzio dopo la tua cifra non è un rifiuto. Chi lo rompe con una concessione perde terreno. Se tendi a parlare troppo, leggi giustificarsi troppo nella trattativa.
  • Fare due concessioni di fila. Se il primo passo non è stato ricambiato, il secondo non lo sarà di più. Fermati e chiedi cosa si aspetta l'altra parte.
  • Accontentarti di una promessa verbale. "Ne parliamo dopo il periodo di prova" non è una contropartita. Chiedi che la revisione compaia nella lettera di assunzione.
  • Concedere sulla voce sbagliata. Una concessione sulla RAL pesa su tredicesima, quattordicesima (se prevista dal CCNL), TFR e aumenti futuri. Un premio una tantum no. Ragiona su cosa cedi davvero.

Quando una concessione ha senso?

Chiedere una contropartita non significa contrattare ogni virgola. Leggi la situazione. Se il selezionatore ha già fatto un passo reale verso di te, ad esempio alzando l'offerta da 42.000 a 44.000 euro, rispondere con un gesto misurato mantiene la fiducia e non è debolezza. La reciprocità fa parte di una trattativa sana.

La tattica pericolosa non è la concessione in sé, ma la concessione unilaterale e ripetuta. Puoi essere generoso, a patto che sia uno scambio e non un regalo a senso unico.

Tieni anche presente il tuo limite minimo. Una concessione che ti porta sotto quella soglia non è più uno scambio, è una resa. Se non hai ancora calcolato il tuo minimo e il tuo obiettivo, parti da quanto chiedere di RAL.

Per esercitarti a dire "se io faccio questo, voi fate quello" senza irrigidirti, puoi provare il simulatore di trattativa sullo stipendio di Epimoni, che reagisce come un selezionatore reale quando cedi gratis.


Domande frequenti

Non sembra brutto chiedere sempre qualcosa in cambio?

No, è la norma di una trattativa professionale. Chiedere una contropartita con garbo mostra che prendi sul serio la discussione. Fa peggio impressione cedere senza tenere il punto e poi rimpiangerlo una volta assunto.

E se non ho niente di evidente da chiedere in cambio?

Una leva c'è quasi sempre: premio di risultato o MBO, bonus d'ingresso, giorni di smart working, welfare aziendale, data di inizio, livello di inquadramento, revisione della RAL anticipata. Preparala prima, insieme alle frasi per negoziare lo stipendio.

Quanto posso concedere sulla RAL in cambio di altro?

Dipende dal tuo minimo e dal valore reale della contropartita. Un premio garantito per iscritto vale quasi quanto la RAL per il primo anno; un premio legato a obiettivi vaghi vale molto meno. Confronta sempre cifre scritte, non promesse.

Cosa faccio se il selezionatore risponde "prendere o lasciare"?

È un'altra tattica, il falso ultimatum. Non rispondere con una concessione automatica: mantieni la calma e isola il punto che sblocca l'accordo, come spiegato in prendere o lasciare.

Mettilo in pratica

Applica i consigli di questo articolo con lo strumento gratuito di Epimoni: Prepara la mia negoziazione dello stipendio